SUPERFICIE LINGUISTICA

UBALDO OPPI, Il Fratel Prodigo, 1924La differenza fra la superficie linguistica dello scritto e quella del parlato viene analizzata dettagliatamente nel capitolo La lingua. Qui si segnalano alcuni aspetti.


I segnali discorsivi

Chi parla usa spesso parole o espressioni prive di significato o con un significato diverso da quello lessicale (cioè quello presente nei dizionari). La funzione dei segnali discorsivi è di natura pragmatica: servono a segnalare qualcosa che riguarda l'atto comunicativo.
l'esempio...
Tra i segnali discorsivi più frequenti figurano:
  • gli ehm e i vari suoni che si emettono pur di mantenere acceso il canale;
  • i cioè che non hanno funzione glossatoria;
  • i praticamente che non significano un'opposizione a un teoricamente;
  • i dico o altri intercalari;
  • i dunque usati per iniziare un discorso (mentre lessicalmente la parola ha valore conclusivo);
  • i certo che segnalano un feed-back positivo.

Questi usi non sono accettabili nello scritto, se non quando chi scrive intende imitare il parlato: lo scritto deve usare le parole nel loro valore semantico.


I plastismi

I plastismi sono parole o locuzioni che hanno via via esteso il loro significato originario per adattarsi a moltissimi usi, perdendo in precisione e chiarezza.
l'esempio...
  • grosso (un grosso argomento, cioè un argomento importante; un grosso ostacolo, cioè un grave ostacolo; un grosso attore, cioè un attore molto considerato o famoso o bravo);
  • discorso, valenza, problema, al livello di, ecc.;
  • questo caffè è un attimino freddo.
l'approfondimento...
L'oralità si serve molto, oltre che dei plastismi, anche di parole ad alta frequenza, o ’parole tuttofare’, come cosa, fare, ecc.


I plastismi sono utili e accettabili nell'oralità, quando non si ha il tempo per trovare la parola giusta.

Nella scrittura invece danneggiano la comunicazione perché
  • infastidiscono il lettore;
  • sono troppo generici.

MAX ERNST, Célèbes, 1921 Enfasi e attenuazione

Per guadagnare espressività, il parlato tende a usare spesso forme enfatiche, come vezzeggiativi, diminutivi e superlativi.

Nello scritto invece:
  • il lettore è molto più attento dell'ascoltatore e non ha bisogno di essere stimolato in modo eccessivo;
  • le forme enfatiche si usurano e, quando dovranno essere usate in modo proprio, avranno ormai perso la loro forza espressiva.
Il parlato usa molte forme attenuanti, dovute all'imprecisione e alla fretta, ma anche a ragioni cortesia.

Lo scritto non può permettersi di essere impreciso e non può esprimere la cortesia surrogandola attraverso una attenuazione.


Morfologia

La morfologia del parlato è semplificata. Vi sono meno:
  • tempi verbali, ma spesso con funzione modale;
  • modi verbali;
  • pronomi.
l'esempio...
Alcune caratteristiche dell'uso dei tempi verbali nell'oralità:
  • il futuro si usa con valore di probabilità (sarà già andato via invece di probabilmente è già andato via), mentre il valore futurale è spesso sostituito dal presente (l'anno prossimo vado in America);
  • l'imperfetto è usato anche con valore di cortesia (volevo chiederti una cosa invece di vorrei chiederti una cosa) o nel periodo ipotetico della irrealtà (se lo sapevo prima, non venivo invece di se lo avessi saputo prima, non sarei venuto).
Modi verbali usati poco nell'oralità:
  • congiuntivo;
  • condizionale.
Pronomi usati poco nell'oralità:
  • ’le’ (dativo femminile singolare) sostituito da ’gli’;
  • ’loro’ (dativo plurale) sostituito da ’gli’.

La morfologia dello scritto è invece molto più ricca.


Ordine dei costituenti

Nel parlato, la tendenza a sovrapporre progettazione ed esecuzione determina spesso che i costituenti occupino un posto sbagliato: si inserisce in ritardo o in anticipo una parola o un sintagma.

Nello scritto invece i sintagmi devono trovarsi nella posizione giusta. Spesso, tuttavia, in particolare negli elaborati scolastici, la carenza di progettazione sintattica determina lo spostamento di costituenti: ciò accade quando si riversa sul foglio il flusso del pensiero, senza progettazione o senza una revisione adeguata.

ARGOMENTI COLLEGATI:

L'ordine dei costituenti
La perifrasi
Il lessico del parlato


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